le rigette di nonna Alige

Sotto la pòi legge, ma se stiacci vàla pòi anco sentì.
(è come pagina 777, ma per e ccei)




COSCE DI RANOCCHIO AL PROFUMO DI MARE

Buongiorno eccomi quà, sono sempre il Carlo, il nipote di Alice.

Oggi qui a pagina... non lo so, non sono numerate; comunque vi propongo la ricetta qui a questa pagina qui del quaderno nero di nonna.

Cosce di ranocchi al sapore di mare.

I ranocchi lo sapete no?, sono anfibi... cioè mezzi pes..ci e mezz… boh che ne so: grilli forse visto che saltano.

Nonna Alice aveva elaborato questa ricetta, tutta scritta qui sul quaderno, proprio per esaltare la parte pesciosa e se li cucinate com’è scritto nel quaderno vedrete che un ve ne pentirete.

Per la ricetta ci servono duecentoooooquaranta - 250 cosce di ranocchi e poi filetti di salmone, di tonno, di merluzzo e di orata.

Per prima cosa fate soffriggere uno spicchio d'aglio schiacciato in un po' di olio, appena prende colore lo levate e ci mettete la solita roba per un soffritto: carote, sedano e cipolla e magari un pochino di prezzemolo che col pesce ci sta sempre bene come con le patate.

Un vi scordate il sale per carità che di quello ce ne vòle tanto assai.

Quando tutto è ben rosolato ci mettete 3 filetti di merluzzo, 3 filetti di salmone, 3 filetti di tonno e 3 filetti di orata.

Se non trovate l’orata che magari un’è la stagione bona, perché quelle… quando sono in frega un le tiene più nessuno, e l’hai bell’e prese; e allora la potete sostituì colla triglia.

Lasciate cuocere piano piano piano piano e appena cotti bagnate con un po’ di vino bianco e fate evaporare regolando il sale.

Il vino a dì la verità ci vorebbe quello di zio Osvaldo che ha la vigna nel padule di Porcari e tira fori un vinello di 6-7 gradi a dì tanto, che è l’ideale per un fà imbriacà i pesci.

A questo punto frullare tutto riducendo il composto in una vellutata fina fina fina fina fina (sapete già no che nonna Alice usava il mortaio, ma voi fate come vi pare che tanto è ugule).

Prendete un tegame abbastanza largo che ne possa contenere bene uno più piccolo e metteteci, in quello grande, duecentoventi – duecentoventidue grammi circa di brodo di pesce; quello naturalmente l’avete fatto colle lische e con il quarto filetto che era rimasto lì dalla sfilettatura no?

Quando bolle aggiungeteci ¾ della salza preparata prima coi filetti sfilettati e avete pronto un liquido in cui potrete cuocere a bagnomaria le cosce di ranocchi.

Un pare, ma nell’aria si diffonde un profumo di mare che vi smbra di sentì la salsedine in cucina e le cosce s’impregnano dell’odore di mare che un ve lo potete neanche immaginà.

Quando sono cotte le servite su un piatto precedentemente riscaldato insieme ad una capesanta vuota riempita di quel quarto di salsa messa via prima.

Una alla volta si inzuppano le cosce nella salsa e… sentirete che squisitezza.


frittata d'ova di ranocchio

cosce di ranocchio al profumo di mare

cosce di ranocchio all'odore di bosco

occhi di ranocchi

vitello tonnato

bughi d'ossibughi

salamandre stufate

spiedini di lingua di canarino